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Una rivoluzione ne cela un'altra - August 2000 (Arcvision)
Francesco Brighenti
Francesco Brighenti (Venezia, 1963) ha viaggiato estesamente in India spinto
dai suoi interessi accademici verso le tradizioni viventi dell’induismo ed il
loro rapporto con le culture tribali. Dopo aver lavorato sui culti femminili
dello stato dell’Orissa (1995-97), egli ha ottenuto il suo Ph.D. dalla Utkal
Univeristy di Bhubaneswar. Dalla sua tesi di dottorato è stato successivamente
ricavato un libro (Shakti Cult in Orissa, New
Delhi, D.K. Printworld, 2001). Come membro della Venetian Academy of Indian
Studies, associazione indologica che ha stretti rapporti con il Dipartimento
Studi Eurasiatici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Francesco ha compiuto
ricerche sulle pratiche religiose diffuse fra le popolazioni tribali dell’India
orientale e sulla loro relazione con le tipologie regionali dei culti hindu. In
particolare, egli ha svolto studi sul campo nelle aree dell’Orissa popolate dai
Kondh e in quelle del neo-stato del Jharkhand popolate dai Munda. Nel corso di
tale ricerca il suo principale obiettivo è consistito nell’individuare
parallelismi e divergenze fra le tradizioni di sacrificio umano e di sacrificio
del bufalo sviluppatesi nel corso della storia fra le comunità hindu da un lato
e quelle tribali dall’altro. I risultati sono riassunti in due saggi. Il primo,
in inglese, reca il titolo "Traditions of Human Sacrifice in Ancient and Tribal
India and Their Relation to Shâktism," ed apparirà presto nel volume Breaking
Boundaries with the Goddess: New Directions in the Study of Shâktism. Essays
in Honor of Narendra Nath Bhattacharyya, edito da Rachel McDermott e Cynthia
Humes (attualmente sotto contratto con Manohar Publishers, New Delhi). Il
secondo saggio, dedicato al sacrificio del bufalo, è reso qui disponibile sia in
italiano che, in forma ridotta, in inglese.
Il secondo saggio di Francesco, scritto in italiano e rimasto inedito,
affronta il tema del sacrificio di bovini (in particolare quello del bufalo)
celebrato da un vasto numero di popolazioni tribali dell’Asia meridionale e
sudorientale in connessione con le loro rispettive cerimonie funebri e/o di
culto degli antenati.
Un’altra linea di ricerca seguita da Francesco è quella del radicamento di
arcaiche pratiche sciamaniche nelle pratiche di culto “minori” dell’induismo. Ad
esempio, ordalie votive shivaite o shaktiche quali la marcia sui carboni
ardenti, la sospensione nel vuoto mediante ganci piantati nella carne (ingl.
hook-swinging), il perforamento delle guance con oggetti acuminati (ingl.
cheek-piercing), la marcia o il dondolamento su superfici ricoperte di
chiodi o di spine, il trasporto processionale del kâvadi, ecc. sono
discusse in questo saggio ancora inedito scritto in italiano. Il saggio affronta
anche il tema dei possibili archetipi mitici di tali ordalie rituali nella
tradizione scritturale sanscrita.
Francesco ha recentemente sviluppato un profondo interesse per il dibattito
in corso da alcuni anni fra i sostenitori della AIT (acronimo inglese che sta
per Aryan Invasion Theory, in it. teoria dell’invasione ârya) e quelli della OIT
(Out-of-India Theory, in it. teoria dell’indigenato degli ârya). I risultati di
tale dibattito—ammesso che essi siano condivisi ed accettati come
incontrovertibili da una vasta maggioranza di studiosi—imprimeranno senza dubbio
un nuovo corso agli studi indologici del XXI secolo. Per mettere a confronto le
opinioni contrastanti espresse dagli studiosi nel corso di questo
importantissimo dibattito, Francesco ha costruito un ingente database composto
di links a libri, saggi, articoli e messaggi editi online che ora mette
gentilmente a disposizione di chiunque intenda formarsi una propria opinione su
questa materia.